25. Globetrotters

La scorsa settimana sono stato tre giorni a Hong Kong e, signori miei, abbiamo un problema:
girando per quelle strade, infilandomi nei posti piú impensati, assaggiando i cibi piú strani, ho capito che io, questo mondo, lo voglio proprio girare tutto.

Immagino che, da un lato, gran parte sia dovuto alla novitá della mia situazione: non mi era mai capitato di stare cosí a lungo in un paese straniero e tantomeno cosí lontano… a volte sobbalzo ancora quando penso che non sono qui in gita ma che questa, almeno per un periodo non cosí breve, é e sará casa mia.
Dall’altro peró sento come se si fosse incrinato qualcosa, come se l’uscita dalla mia “zona di comfort” sia in qualche modo un processo iniziato e non piú reversibile. E mi brillano gli occhi quando la gente che incontro qui (buona parte sono occidentali per cui Guangzhou non é che una tappa di un lungo pellegrinaggio attorno al globo) mi racconta delle loro esperienze in giro per il mondo, e dei luoghi in cui hanno vissuto e visitato.
Soprattutto quando mi parlano di questo continente infinito, l’Asia, che finora non aveva mai esercitato su di me un grande ascendente e che ora invece sembra cosí piena di dettagli che aspettano solo di essere rivelati, osservati, vissuti, assaggiati… instagrammati (?).

Mi ha sempre affascinato ascoltare i racconti degli amici che per lavoro hanno la tendenza a viaggiare molto, ma stavolta é diverso, perché per la prima volta la vedo come una esperienza possibile anche per me. Anche solo per il fatto che da qui la Thailandia, Singapore, la Cambogia, le Filippine, la Malesia… sono davvero a un tiro di schioppo, e spero davvero di avere il tempo per poterci andare, in tutto il periodo che Guangzhou sará la mia base.

Mi sono sempre annoiato un po’, invece, ad assistere alla proiezione (tutte assieme) di tonnellate di fotografie a cui gli amici ti sottopongono puntualmente al ritorno dai loro viaggi. Forse non proprio noia ma un po’ di invidia mista a incapacitá di “entrare dentro” a quel luogo, che non mi ha mai fatto godere a pieno lo spettacolo. Per cui, quelle che ho giá fatto, e forse quelle che faró, le pubblicheró random qui sul blog, un po’ come mi capita.

Perché comunque condividere l’esperienza che si fa, almeno per me, fa parte dell’esperienza stessa.
Soprattutto condividerla con le persone piú care: lo so che, nel frattempo, leggono quello che scrivo.

Sennó quando torno in Italia da che parte mi rifaccio, io, a raccontare loro tutta questa roba?

ps: Se tutto va secondo i miei piani a metá Marzo sono a Singapore. Fuori due.

Muori dentro al pensiero di perderti un solo post? Come darti torto...


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