44. Welcome to China.

Giovedí scorso non sono stato bene e ho lavorato da casa.

Tra l’altro erano giorni che eravamo senza internet in ufficio perché qualche genio-della-lampada, facendo i lavori per la strada, ha tranciato di netto il cavo del telefono di tutta Foshan per cui avevo pensato che avrei sfruttato la giornata per mandare e-mail e fare tutta una serie di ricerche su web che non ero riuscito a fare prima.
Ho notato peró che la rete era abbastanza lenta, specialmente su alcuni siti, e che avevo una grandissima difficoltá, piú del normale, a collegarmi alla VPN che consente l’accesso a tutte quelle piattaforme (Google, Facebook, Instagram, Twitter, il semplice invio di foto tramite Whatsapp) che in Cina sono notoriamente bloccate.
Me la sono presa con la mia connessione e la cosa é finita lí.

Oggi lo stimato collega mi ha spiegato che le cose stavano un po’ diversamente.
Giovedí era l’Anniversario dei fatti di Piazza Tienanmen.

Tianasquare
Image by Wikipedia, Jeff Widener, Associated Press.

Ho scoperto che non solo durante la ricorrenza era praticamente bloccato l’accesso a qualsiasi canale di informazione sui fatti di cui sopra, ma che la rete web con connessione da Indirizzo IP Cinese, rifiutava qualsiasi codice (fosse appartentuto a un social, a un blog, a un canale di ricerca, fino addirittura a un trasferimento bancario) che contenesse tutte le possibili combinazioni fra i numeri che ne rappresentano le date dell’anniversario.
Buio pesto. Perché nessuno deve menzionare queste cose. E perché dovresti menzionarle, dal momento che semplicemente queste cose non esistono..! Questi fatti non sono mai accaduti.
Il che spiega abbastanza bene il perché le giovani generazioni qui siano di fatto all’oscuro di questa pagina della Storia, e il perché le piú vecchie, quando gliela menzioni (io me ne guardo bene perché com’é noto da parte mia solo frivolezze), cambiano vistosamente discorso.

Ecco. Queste sono cose che personalmente mi fanno impressione. Cosí come mi fa impressione la velocitá con cui si ripulisce la strada dopo un incidente allo scopo di ristabilire l’ordine pubblico, cosí come mi fa impressione la fiumana di persone che si accalca silente all’unico sportello aperto di qualsiasi ufficio senza che nessuno alzi la voce perché ne venga aperto un altro, cosí come mi fa impressione il fatto che la gente sia (molto piú che altrove) costantemente, e in ogni contesto, con gli occhi chini su un cellulare che dovrebbe servirti per connetterti al mondo e invece ti fa vedere solo quello che qualcuno ha deciso che puoi vedere.

Magari é cosí anche da noi in “occidente”, non so. Non escludo che, magari in maniera meno plateale, in qualche modo la stessa politica venga esercitata su di noi.
Peró io cos’é successo quel giorno lo so. E se non lo so posso almeno prendere un libro, cercare un articolo o Googolarlo per farmene un’idea.

Qui funziona in un’altra maniera.
Welcome to China.

Nota dell’editore: probabilmente, a seguito di questo post rivoluzionario e against the system, il presente blog verrá oscurato.
Ma MartinoExpress é cosí: MartinoExpress sfida il potere. Yeah.

Muori dentro al pensiero di perderti un solo post? Come darti torto...


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3 thoughts on “44. Welcome to China.

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