91. Anvedi Wuhan!!!

Signore e Signori, mettetevi comodi perché sto per stupirvi con effetti speciali*, mostrandovi un lato della cittá in cui vivo di cui io per primo ero inconsapevole e che se non vi fa voglia di prendere un aereo e venirmi a trovare (ricordo alla platea che ho una camera libera a casa… vi stacco un prezzaccio) io con voi non lo so piú come devo fare.

(*) per un intrattenimento completo cliccate sui links dei video

Wuhan é conosciuta anche come “la Detroit Cinese” per via della sua importanza come polo industriale e logistico, ma negli ultimi anni sta cercando di imporsi anche come emergenza turistica e culturale.
Ovviamente lo sta facendo alla sua maniera, e non avendo delle grandi risorse dal punto di vista storico (l’highlight da questo punto di vista é la “Yellow Crane Pagoda” che é stata interamente ricostruita, pensate un po’, nel 1981), ha pensato bene di costruirsele ex-novo.
Un esempio lampante é il “Hanxiu Theater“, che sorge sulle rive del Shuiguo Lake.
Ecco, tanto per rendere l’idea, l’edificio é considerato il più sofisticato teatro esistente sul pianeta: include una scena trasformabile in piscina (profonda 8 metri), duemila posti situati su platea mobile e i più grandi video-schermi mobili mai realizzati, posizionati su bracci robotici alti venti metri.
Nel 2015 ha vinto il Live Design Award come “Best Theater in the World“.

>>> VIDEO DELLA COSTRUZIONE

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É stato progettato da Mark Fisher, uno che nella vita ha fatto cose di scarsissimo rilievo tra le quali progettare gli stage per Pink Floyd, The Rolling Stones, U2, Madonna e Lady Gaga, e come se non bastasse lo show rappresentato da quasi due anni al suo interno, “The Han Show“, é sotto la direzione artistica di Franco Dragone, pluristellato autore teatrale che vede tra le sue produzioni anche quelle del Cirque du Soleil. Ovviamente lo spettacolo celebra la cultura cinese Han, nel modo minimalista e discreto che da sempre la contraddistingue (un’ora e mezza di fontane, luci, proiezioni, fumo, fuochi d’artificio, fiamme, colori, orchestra, acrobati, cantanti fluttuanti, piscine, moto d’acqua, schiere di ballerini e gente che vola da una parte all’altra).

>>> TRAILER e PROMO dello spettacolo “THE HAN SHOW”

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Esternamente il teatro si presenta come un omaggio alle lanterne cinesi, e fa da contraltare a un altro mastodontico intervento, contemporaneamente sviluppato a conquecento metri di distanza dallo stesso developer (the Dalian Wanda Group, secondo al mondo per volume d’affari): si tratta del “Wanda Movie Park“, un edificio a tre piani dalla forma ispirata invece alle campane cinesi – ma la fantasia! -, che ospita animazioni 4D e 5D (???), un teatro per le simulazioni di volo, uno spazio a gravitá zero e giochi interattivi di ogni genere. Entrambi sono stati aperti a fine 2014 con un investimento complessivo di 7 miliardi di yuan (circa 1 miliardo di Euro).
A fare da trade-union fra questi due mastodontici interventi edilizi, una piacevolissima strada commerciale lungofiume di cui avevo “inconsapevolmente” parlato in questo post QUI.

>>> VIDEO/PANORAMICA DELL’INTERVENTO

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Se questo, per ragioni a me ignote, ancora non vi avesse ancora persuaso, cari amici, non disperate perché Wuhan ha altre carte da giocare. Una di queste, da me soperta assolutamente per caso mentre un potenziale fornitore di infissi mi portava in giro per mostrarmi le sue precedenti gesta, é il cosí detto “United Art Museum”, aperto anche questo da circa un anno e mezzo nel bel mezzo della Optic Valley (il distretto urbano piú a Est). L’edificio museale di per sé é una cosa senza infamia e senza lode, ma l’area circostante, fatta di piccoli edifici a desitanzione mista residenziale/commerciale/laboratori d’arte, é una bella occasione per fare due passi e tirare il fiato al riparo dalle infinite schiere di grattacieli che sorgono da un giorno all’altro come gallinacci in pineta dopo una nottata piovosa di inizio settembre.
(Ecco, ora ho voglia di funghi, bravo Martino)

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A causa del maltempo (leggasi “monsoni amazzonici”) di questo weekend non ho potuto portarvi al lago, né alla “Yellow crane pagoda” come avevo preventivato: ho passato sostanzialmente il fine settimana in giro per casa in ciabatte e al computer, quel tanto che bastava per infilare nel mio nuovo gabbione (House of Cards) con tutte le scarpe… ma prometto di rimediare quanto prima.

Intanto buona settimana a tutti.

Muori dentro al pensiero di perderti un solo post? Come darti torto...


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