111. Italians do it better

Non ho mai aderito alle iniziative delle varie associazioni di “italiani all’estero”, rifiutando sistematicamente con qualche scusa gli inviti a questo tipo di ritrovi ricevuti nel circuito degli Expat: le poche volte in cui ci sono finito mio malgrado si sono rivelate delle serate che digievolvevano troppo facilmente da occasioni per conoscersi a vetrine di talenti in cui si fanno marchette e gare a chi ha il portafogli piú imbottito. Confesso peró che quando il proprietario dell’unico ristorante italiano di Wuhan mi ha invitato alla “cena italiana di Natale” sono rimasto sorpreso, anche solo per il fatto che non pensavo ci fossero italiani stabilmente in cittá a parte me e i gestori del ristorante stesso, e ho accettato subito.

Anche in questo caso, ancora una volta, l’uscire dalla posizione precedente presa e cambiare idea si é rivelata una buona trovata.

Capiamoci, alla cena eravamo sí e no una quindicina, di cui una metá era composta da francesi assemblati a caso, e l’altra prevalentemente da universitari di cui potrei serenamente essere lo zio (se non quello anziano con l’alito pesante, almeno quello piú giovane che ti fa i regali fighi, ma comunque lo zio), magari in cittá per qualche mese per seguire uno stage o un master o che so io. É spuntato peró anche qualche mio coetaneo che a Wuhan ci sta ormai stabilmente da tre anni, e posso garantire che é vivo, vegeto e se la passa anche meravigliosamente bene.
Pensavo poi di trovarmi, ultimo arrivato, all’interno di una compagnia giá consolidata o, ancora peggio, pensavo di fare la figura del cretino perché in sei mesi che sono a Wuhan ancora non avevo incontrato nessuno di loro e nemmeno sapevo della loro esistenza: in realtá ho scoperto che era praticamente la prima occasione che avevano anche loro di conoscersi reciprocamente, per cui mi sono sentito doppiamente a mio agio nel vortice delle strette di mano e delle ripetizioni fra sé e sé dei vari nomi sapendo che poi a fine serata cé sempre la solita Ivana di cui salvi il numero nel telefono alla voce “Giada” (ogni riferimento a fatti o persone realmente esistiti é da ritenersi puramente casuale). Insomma alla fine state a vedere che dell’associazione “Italiani a Wuhan”, finiró addirittura nella lista dei Capi Fondatori.

Il discorso poi é sempre lo stesso: quanto piú ci si trova in un ambiente di frontiera tanto piú si abbattono gli schemi ed entrare in rapporto con le persone che in qualche modo condividono la tua stessa esperienza diventa relativamente immediato. Il malcapitato seduto davanti a me, ad esempio, é stato la vittima sacrificale che si é trovata letteralmente investita dal mio carico di settimane e settimane di parole inespresse, povero lui. Malgrado questo, vuoi che é un tipo davvero simpatico vuoi che il caso ha voluto che abiti praticamente a cento metri da casa mia, mi sono inaspettatamente ritrovato invitato a cena nel giro di pochi giorni in una casa vera, in cui ad accogliermi c’era “Natale allo zenzero” di Elio e le Storie tese nell’aria, una cena preparata apposta per me e (complici le sue trasferte in Italia piú frequenti di quelle del sottoscritto che ogni volta si trasformano in una sorta di contrabbando alimentare) il valore aggiunto sempre apprezzato di una notevole rosa di vino, formaggi, e salumi degni di questo nome, che non ho dovuto aspettare il rientro in Patria per le vacanze per assaggiare di nuovo.

Insomma amici miei, sará un po’ di homesick e la vicinanza a Natale ma, anche se ormai da tempo si é cittadini del mondo, in fondo in fondo ammettiamolo: Italians Do it Better.

Quanto al rientro in Patria, come vedete, siamo agli sgoccioli, per cui, usando una frase sempre attuale in questo periodo: “Oh, se non ci si rivede prima… Buon Natale!”.

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Muori dentro al pensiero di perderti un solo post? Come darti torto...


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3 thoughts on “111. Italians do it better

  1. Ciao Martino, tenendo conto che natale allo zenzero è la mia canzone di natale prefe in assoluto io questo nuovo amico me lo terrei stretto e lo saluterei prima di Natale con un caloroso “Eupepsia”.
    Buon Rientro!
    Bianca

  2. Pingback: 116. 我是意大利人 (wo shi Yidali ren) – MartinoExpress - Un pratese in Cina (e dintorni)

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