112. il Gallo.

Ne avevo giá un po’ parlato, a pezzi e bocconi, ma il Capodanno Cinese é ormai diventata per me una ricorrenza che scandisce il tempo ormai quanto le vacanze di Natale per cui merita che il blog si risvegli dal torpore in cui versava ultimamente e che ci si spenda due parole due.

Il Capodanno Cinese, o “Spring Festival” (come si dice in cinese non me lo ricordo e se devo andare a cercarlo su wikipedia tanto vale che ci andate da voi ammesso che ve ne freghi qualcosa) occupa piú di due settimane – la chiusura istituzionale degli uffici é soltanto la prima delle due – che partono con la Vigilia del Capodanno (oggi) e terminano quindici giorni dopo con la Festa delle Lanterne. Dipende come la nostra Pasqua dalle fasi lunari per cui puó cadere fra metá Gennaio e metá Febbraio. La festivitá trae origine da una leggenda secondo la quale uno spirito mostruso che aleggiava nell’aria si manifestasse una volta l’anno in occasione della prima Luna Nuova dell’anno al nobile scopo di cibarsi di carne umana. Gli avi, per tenere a bada il bricconcello e spaventarlo, ricorrevano all’uso della polvere da sparo per fare fuochi d’artificio. Il colore rosso dei fuochi sarebbe diventato poi il segno caratteristico (assieme ai fuochi d’artificio stessi) di questa festivitá e, per estensione, di ogni momento di festa nella cultura cinese. Del rosso e dell’attrazione per gli eslosivi ne avevo giá parlato rispettivamente QUI e QUI, di come l’eco di questa festa risuoni ovunque nel mondo ci sia una comunitá asiatica piú o meno estesa l’avevo mostrato QUI, delle abitudini culinarie non c’é molto da dire perché questa ricorrenza, a differenza dei mooncake tipici di tutta la Cina e gli stati circostanti per il Mid-Autumn-Festival di settembre, non ha un cibo tradizionale universalmente riconosciuto, e dipende molto dalle zone. A Wuhan e in tutto l’Hubei, ad esempio, si festeggia a suon di pesce secco.
La gioia! Da non vedere l’ora di mettersi a tavola, guarda…

Per i Cinesi il Capodanno é percepito in modo assolutamente piú forte che non le feste di Natale / fine anno per noi occidentali. Non é semplicemente un andare in vacanza, uno spendere finalmente tempo con le proprie famiglie, un concedersi del meritato riposo: ai cinesi in questo periodo gli va letteralmente in blocco il cervello. L’effetto dell’imminente Capodanno Cinese su chi lavora in cantiere, ad esempio, é pari a quello di una passata di gas nervino nell’impianto di condizionamento di una sala cinematografica: rimanendo sul posto gli operai si bloccano di colpo e mollano tutto lí dov’é, scaraventando a terra gli strumenti di lavoro come avessero loro staccato la corrente. E a fronte di case, uffici, posti di lavoro, centri commerciali, cittá intere che si svuotano da un momento all’altro, ci sono strade, aerei, stazioni, treni che si riempiono fino a scoppiare, con strati di persone che se ne fregano di passare ore in piedi pigiati a forza in uno scompartimento (quando non stanno addirittura rannicchiati sulle mensole portabagagli) pur di sgommare e tornarsene alle loro cittá di origine. Cosa che effettivamente avviene per un cinese medio soltanto una volta l’anno: la mobilitá per lavoro in Cina é elevatissima, le persone che abitano nelle grandi metropoli esclusivamente per ragioni lavorative lasciando le famiglie nelle loro cittá natali sono innumerevoli, e in genere le Vacanze Nazionali di Ottobre, essendo piú brevi e in genere caratterizzate da un clima piú mite, sono piú l’occasione di un riposo breve o di una gita fuori porta che per un ritorno al paese dai nonni o, molto spesso, dai propri figli.

Gli effetti del Capodanno sono effettivamente repentini. Un giorno si lavora, due ore dopo tutta la cittá é in viaggio. Per un occidentale, oramai abituato a vacanze dilazionate nel tempo specialmente in modo da garantire una certa “copertura” delle attivitá maggiori, lo scenario é abbastanza sconcertante. Se non hai da mangiare, nei giorni del capodanno, ti attacchi al tram (che non passerá) perché anche i negozi che vendono beni di prima necessitá sono automaticamente sprangati. Avvisaglie peró si cominciano a registrare giá un mese prima, quando i fornitori, i manager del contructor, i chicchessía cominceranno alle rispondere alle tue richieste con “No no no no, c’é il Capodanno!” come se dovessero sparire, raccogliere i propri averi e rifugiarsi in un rifugio antiatomico in attesa dell’imminente arrivo di una tromba d’aria.

Avendo dopo due anni giá assaporato il clima e capito l’andazzo io, come annunciato in precedenza, mi ero giá messo in tasca un biglietto per la Cambogia e lí venerdí mattina arriveró, affrontando un’escursione termica che stenderebbe un bue, proprio mentre questo post approderá sui vostri schermi.
Come al solito, avrete notizia a breve (su Snapchat le hanno in tempo reale, wifi permettendo, ma voi niente, vi ostinate…).

(Pictures credits: wired and globalsherpa)

*****

Concedetemi ancora un minuto perché concluderó, nella migliore tradizione del nuovo anno, con un Momento Branko apposta per voi.

Quello che comincia quest’anno é l’anno del Gallo (evvivaaaa!).
Appartengono a questo segno i nati in un periodo che dura grossomodo un anno a partire da febbraio del 2005 (gallo di legno), 1993 (gallo d’acqua), 1981 (gallo di metallo), 1969 (gallo di terra), 1957 (gallo di fuoco) e cosí via via a ritroso di dodici anni in dodici anni – per le date di inizio e fine di ogni ciclo consultate questa tabella QUI.

La personalitá “Gallo” (dai, onestamente, quanto fa ridere questa cosa? A me tantissimo, ma mai quanto mi farebbe ridere in inglese…) é leale, indipendente, self-confident, schietta, riflessiva e allo stesso tempo amante della compagnia, anche se spesso priva di diplomazia ed eccessivamente pignola ed esigente nei propri confronti e in quelli degli altri. Dicono che ci sia un legame con il segno Vergine dell’oroscopo occidentale. “Dicono” quelli che se ne intendono: io non ci capisco una ciolla.
L’Italia, stessa, secondo quanto riportato su alcuni siti appositi, é una delle nazioni del “Gallo” (e anche qui, giú a ridere).

Una doverosa, a mio parere, postilla: il segno nell’Oroscopo Cinese del sottoscritto é invece il Drago di Fuoco. Il sottoscritto potrebbe quindi stare qui a descrivervi nei dettagli di come la congiunzione astrale fra il segno del Drago e il materiale Fuoco, che si verifica appunto ogni sessant’anni, vada a creare secondo l’astrologia cinese il picco massimo di carisma della personalitá, dando luogo a un carattere forte, determinato, competitivo ma generoso, dotato di fascino inappellabile, talento, ma anche di attenzione per l’altro, peró capite bene che sarebbe superfluo.
La redazione lo sa.

Un grandissimo augurio e tutti e un caloroso saluto, quindi, per il quale prenderó a prestito, a sintesi di quanto sopra, parole non mie ma di indiscusso spessore: “Dunque io ringrazio tutti quanti specie la mia mamma che mi ha fatto cosí funky gallo come sono bello stamattina“.

Buon anno.

Ciao.

Muori dentro al pensiero di perderti un solo post? Come darti torto...


Email
Nome
Cognome

5 thoughts on “112. il Gallo.

  1. “I nati della Tigre di fuoco si riconoscono da lontano… soprattutto dalle sopracciglia e dall’espressione vivace del volto. Un’espressione del genere è molto vicina all’immagine del fuoco. Così espressiva, la Tigre di fuoco è una persona molto interessante, eccitante, piena di entusiasmo e ottimista fino all’osso. Anche i giorni più nuvolosi, sono visti semplicemente come sfumature di grigio intorno al sole infuocato. Sono persone con grandi capacità di guida nel vero senso della parola, oneste e gentili. Nell’ambito finanziario, anche se non hanno molta fortuna riescono a trovare velocemente delle soluzioni, e lavorano sodo per raggiungere un certo tenore di vita. I nati del segno possiedono molto carisma e non hanno problemi ad attrarre persone dell’altro sesso. In amore tendono a giocare facendo affidamento soprattutto sul loro fascino e sulla loro sensualità. Conoscere una Tigre del fuoco significa amarla.
    Persone famose di questo segno:
    Sun Yat-Sen, Jiang Zemin, Ho Chih Minh, la principessa Anna, il generale Charles de Gaulle, Charles Lindbergh, Beethoven, la regina Beatrice, re Juan Carlos I, Jonas Salk, la regina Elisabetta.”

    IO e la Regina Elisabetta vi salutiamo con la manina “Ciao a voi che ci amate!”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *