125. Beijing 2.0: Prologo.

Amici ci siamo. É successo. Finalmente, dopo due anni, ce l’ho fatta. Mi sono fiammato il Dragon Boat Festival di quest’anno (l’anno scorso ne avevo parlato QUI) fra scatoloni, aeroporti, valigie e pulizie ma chissenefrega: alla fine ci sono riuscito. Ho traslocato nell’Hutong.

Confesso che l’impatto é stato tutt’altro che morbido: sono arrivato da Wuhan ieri mattina (un’ora dopo la mia roba, che era giá in casa ad aspettarmi) ansioso di insediarmi nel mio pollaio fra le baracche di Beixinqiao e, storia giá vista, copione giá girato, la casa era ovviamente LERCIA. Ho smattato poco, qual tanto che é bastato per far arrivare l’agente immobilare di corsa con un trapano per aggiustarmi il letto, e per prenderlo per un orecchio e sdrucinargli la faccia su ogni superficie in modo da fargli capire senza mezzi termini che cosí no, io non ci avrei messo piede. Al che, dopo la solenne promessa che la donna delle pulizie sarebbe arrivata stamani all’alba per far brillare la casa (“brillare” secondo l’accezione che preferite, visto lo stato in cui versava), mi sono rifatto da una parte e ho cominciato a mettere ordine, spostato mobili, accatastato roba, spostato 16 scatoloni rimasti sigillati, e reso abitabile il letto piú un off-set di 60cm per lato in modo da potervi passare almeno la notte.
La racconto cosí, come se l’avesse fatto un altro, ma vi avrei fatto vedere i lacrimoni quando non riuscivo a far passare l’armadio dalla porta, o mentre cercavo da solo di ri-infilare il materasso nel copri-materasso, dopo avergli fatto fare due giri di bucato in lavatrice… ed averlo ristretto! Sono cose che segnano.
Poi piano piano ho svoltato. Vuoi che mentre bevevo una birra con sguardo rotto, seduto su un gradino per strada, ho beccato V. (ci eravamo visti prima solo una volta) che ho scoperto abitare a un isolato da me e che mi ha invitato a cena per darmi il ri-benvenuto in cittá, vuoi perché la signora delle pulizie (una donnina sorridente, secca secca, con i denti sporgenti e le crocs di due taglie sopra) mi ha definitivamente conquistato quando, senza averle chiesto nulla in proposito, l’ho sorpresa a grattare con la cazzuola dei gocciolotti d’imbiancatura sugli infissi all’esterno della finestra del bagno – assunta SEDUTA STANTE per due pomeriggi a settimana -, vuoi perché dopo sei ore d’olio di gomito in due sul piano d’acciaio della cucina ora ci puoi mangiare sopra, ma ho svoltato.

Come promesso vi faró un reportage FOTO-VIDEO dettagliatissimo sulla mia nuova sfarzosa dimora e tutto il fantastico enviroment che la circonda, ma ormai che abbiamo fatto trenta facciamo trentuno e fatemela prima sistemare a modino. Vi dico giá da ora peró che il silenzio surreale degli Hutong, come si fosse in aperta campagna invece che a tre blocchi dalla Cittá Proibita, le facce dei vicini che salutano il nuovo Laowai del quartiere con gentilezza e curiositá (i miei dirimpettai sono venuti a bussarmi e a controllare, perché avevano visto la luce accesa e sapevano che la casa era vuota da mesi per la ristrutturazione), il fascino di questo mondo fatto di stradine sudicie su cui si aprono finestre attraverso le quali si instravedono case minute e linde con i fiori sul davanzale, mi sta giá mettendo addosso una fregola che non sto a dirvi.

Oltre ai giá citati episodi riporto (perché dimenticarlo sarebbe un delitto) il momento in cui vecchio signore in fondo al vicolo, che mi fissava con due occhi piccoli e pungenti come spilli sotto la testa pelata, ha risporto al mio “您好” con un sorriso sdentato che ha letteralmente accartocciato la sua faccia dura in un mare di grinze festose. É esattamente cosí che mi sento: di fronte a qualcosa che apparentemente si prospetta come duro e inospitale, ma che certamente riserverá qualche sorpresa bella e inaspettata.

Niente di nuovo, mi pare. Ci siamo giá passati, no?
Ma che figata é riscoprirlo ogni volta!

***

Nella foto sotto, il graffito che fa da guardia all’ingresso di casa mia. Sotto ancora, il form che dovreste compilare per farmi ancora piú contento.

Muori dentro al pensiero di perderti un solo post? Come darti torto...


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5 thoughts on “125. Beijing 2.0: Prologo.

  1. In bocca al lupo per questo tuo nuovo inizio!
    Di inizio in inizio…ti auguro che ogni giorno si prospetti sempre nuovo e pieno di sbrilluccicante speranza ( anche dentro il casino da pulire!!!)

  2. Daje Martino!! In bocca al lupo per questa nuova ripartenza da Pechino! Che ti porti tante cose belle!:)

  3. Pingback: 128. Hutong Lifestyle. – MartinoExpress - Un pratese in Cina (e dintorni)

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