156. Mexico e Guanajuato

Sono stato in Messico due settimane. Ho fatto un bel giro e un sacco di robe ganze. Facciamo intanto che vi guardate il video diario della prima parte (quella relativa ai primi giorni tra Guanajuato e Città del Messico) e poi vi dico delle cose.

Il planning (poi nell’ultimo post ve lo condivido) del viaggio in Messico è stato semplicemente perfetto: siamo riusciti a pensare al programma della vacanza in modo inaspettatamente efficiente, appropriato e meticoloso. Con solo due settimane a disposizione sarebbe stato impossibile vedere di più di così e allo stesso tempo nell’economia generale del viaggio non c’è stata una tappa a cui sento che avrei dovuto dedicare un tempo più prolungato di quanto effettivamente fatto. Poi ovvio, solo a Città del Messico potresti spenderci un mese e mezzo e ancora scoprire cose nuove, ma alla fine credo onestamente che, considerato il tempo che avevamo, di ogni meta della vacanza abbiamo tirato fuori il meglio e ne abbiamo vissuto l’atmosfera in modo autentico e tutto sommato completo.

Però c’è un però. E questo però è stata la assenza, nella mia esperienza di quei giorni, di quel sentimento che mi ha sempre accompagnato nelle mie precedenti avventure di viaggio e che, ormai l’ho capito, mi pervade solo quando viaggio da solo.
Parlo di quel momento che mi capita di vivere sempre, a un punto indistinto del mio viaggio, e che irrompe come un deja-vù quando sono in viaggio da solo, in cui mi perdo: è quell’attimo in cui realizzo di essere lontano da casa (casa..?), in un altro continente, senza compagnia, e… mi perdo al punto che mi rendo conto che potrei tirare il calzino, o banalmente buttare il passaporto nel fiume e sparire, nessuno saprebbe dove e in che circostanze sono scomparso. Quel momento, e la presa di coscienza che esso comporta, porta sempre con sé un brivido misto di timore e eccitazione, ed è questo il sentimento che in genere mi apre a un rapporto autentico, vivo, carnale, con il posto in cui sto viaggiando e chi lo popola: è il momento in cui mi ci aggrappo e comincio a entrarci davvero in contatto, e non da turista, ma come uno che di quel mondo fa davvero parte.
Ho capito che per fare esperienza di questo devo essere senza rete di sicurezza, quella rete che ti impone di dire “e ora cosa si fa?” e che di fatto ti impedisce di abbandonarti a quel luogo. In questo frangente la rete di sicurezza è stata la presenza dei miei compagni di viaggio: certamente una ricchezza ma, me ne rendo conto solo adesso, anche una mediazione fra me e il mondo circostante che ha cambiato completamente la percezione di me come viaggiatore.

Non lo rinnego né me ne pento, eh. Dico solo che è così punto e basta.
D’altro canto, la compagnia di amici durante l’esperienza di viaggio offre essa stessa una nuova occasione di conoscenza, a maggior ragione quando quella realtà di gente a te vicina si apre a persone con cui sei meno familiare: “la vacanza è il tempo della libertà” diceva qualcuno, per cui in quel tempo i desideri inespressi riaffiorano, le persone esprimono davvero ciò a cui tendono di più, e di conseguenza gli equilibri cambiano, al punto che si può addirittura dire che uno, fino a che non ci viaggi assieme, non puoi dire di conoscerlo veramente.

Come tutti sanno al termine del viaggio non parlo mai tanto della vacanza in sé quanto di cosa quell’esperienza mi ha suggerito, come se alla fine quello che rimane fosse paradossalmente quasi indipendente dai luoghi che ho visto. Il Messico è la dimora di una cultura grandiosa e vissuta con orgoglio, è un luogo di sapori e profumi inconfondibili e dà l’occasione per fare mille nuove attività. Per me rimarrà sempre e comunque prima di tutto il terreno su cui ha avuto luogo un complesso esperimento sociale.

San Miguel de Allende






















Santuario de Atotonilco













Guanajuato
University of Guanajuato
Zocalo: Teatro Juarez e Hotel San Diego
Teleferico de Guanajuato














Città del Messico – Delegazione di Coyoacàn
Casa Azul – Friday Kahlo Museum
Bike tour with food and churros












Teotihuacan












Città del Messico – da Chapultepec al Zocalo.
Angel of independence
Monumento a la Revolution
Alameda Park e Opera House
Madero pedestrian area – Post Building
National Museum of Arts
Zocalo – 2nd bigger square in the world
National Museum of Anthropology
Barragan (casa estudio)
Castello y Parco Chapultepeco
Azul historico
Tacos in Reforma – El tizoncito
Zona Rosa


























Muori dentro al pensiero di perderti un solo post? Come darti torto...


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