69. Happy Chinese New Year

É quasi l’una di notte e dovrei dormire, visto che fra poco piú di quattro ore la sveglia suonerá imperterrita, ma non é cosí semplice. Questo per l’eccitazione in vista dell’imminente partenza per il Giappone? Non proprio. Diciamo piuttosto che fuori dalla finestra imperversa uno scenario da far invidia a Beirut nei momenti “migliori”.

É appena cominciato il nuovo Anno Cinese, quello della Scimmia: da queste parti hanno cominciato con i festeggiamenti stamani alle dieci e giá alle sei del pomeriggio sembrava di essere sulla striscia di Gaza (QUI, un piccolo assaggio dello scenario dal mio balcone: moltiplicatelo per diciassettemila chilometri quadrati e dodici milioni di individui e avrete un’idea della situazione).
Io e A. siamo andati a cena fuori: le strade erano deserte giá alle sette, abbiamo faticato a trovare un locale aperto e un taxi che ci portasse a destinazione. Ma nell’aria c’era il rombo costante dei fuochi e, giá al ritorno verso casa, per strada vigeva un regime da autentica guerriglie urbana. Cumuli di carta sbruciacchiata, ordigni inesplosi, biciclette e vecchie poltrone piazzate nel bel mezzo della carreggiata a sbarrare la strada alle poche macchine, in modo da potersi dedicare liberamente all’attivitá preferita del momento: far saltare in aria la cittá intera.

Quindi, finché sono vivo e vegeto, colgo l’occasione per augurare a tutti un Buon Capodanno Cinese!
Che la Scimmia faccia un buon lavoro e porti tante belle novitá a voi e anche a me.

La capra, male, non si é comportata.

CNY inside

Muori dentro al pensiero di perderti un solo post? Come darti torto...


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