158. Yucatan e Quintana Roo


Una vacanza non è una vacanza se non metti il culo a mollo, a un certo punto. In questo caso l’occasione è stata duplice, offerta sia dalla vicinanza al mare (a Tulum avevamo una stanza – sì, una, in cinque – praticamente sulla battigia) sia dalla presenza dei Cenotes in tutta l’area dello Yucatan e del Quintana Roo.

In entrambi i casi per me è stata una “prima volta” (quanto mi piacciono le prime volte!? Un’altra l’avevo descritta QUI): il bagno in mare a Tulum ha celebrato la prima volta in cui mi sono immerso nelle acque dell’Oceano Atlantico, i Cenotes lì attorno hanno offerto l’occasione per provare il brivido del diving. Se la prima delle due esperienze è stata indolore, devo ammettere con un centro candore che nella seconda mi sono abbastanza cacato sotto, come dicono nel terzo arrondissement di Parigi.
Un po’ per l’ansia all’idea di nuotare schivando le stalattiti, con il soffitto della caverna a quaranta centimetri dal pelo dell’acqua e a duecento metri dal punto più vicino alla luce (il nome del Cenote dove abbiamo fatto questa esperienza era Sac Actun, detto “Pet Cemetery”, all’insegna della serenità), un po’ di fronte al fatto di dover respirare alla Darth Vader per quarantacinque minuti secchi a cinque o sei metri di profondità attaccato a una bombola, io che di solito mi tappo le narici per il fastidio dell’acqua nel naso anche per farmi uno shampoo.

Come al solito, ho sottovalutato me stesso: dopo aver dichiarato “Non ce la posso fare” all’entrata della prima caverna e dopo aver iperventilato al punto di dover aggiungere tre chili di pesi nelle tasche della muta per poter scendere a quota meno quattro, ho preso il via e mi è sembrata la cosa più naturale del mondo. Sono stato definito anche “portato, per essere un principiante”.

La cosa mi è piaciuta al punto che voglio rifarla al più presto e magari, perché no, a quarantatré anni suonati, potrei prendermi pure il brevetto.
Al punto che guarda caso può pure darsi che se mi gira a fine gennaio mi piglio una settimana e vado nelle Filippine apposta.
Guarda un po’.

Vi faccio sapere eh.
Intanto vi lascio le foto e il planning della vacanza a conclusione, per chi volesse prendere spunto.

Valladolid





Chichen Itza


















Cenote Ik Kil


Tulum Beach

















Snorkeling and Diving con AirBnB Experiences
Cenote Nicte Ha
Cenote Sac Actun (aka “Pet Cemetery”, per la gioia di tutti)
Casa Cenote













Tulum Maya archaeological area








Playa Paraiso

Come promesso, questo è il planning della vacanza completo di tappe e di dettaglio delle strutture presso le quali abbiamo pernottato (consigliabilissime).

E siccome le Filippine ancora non sono cosa certa ma come ben sapete mi piace sempre finire un viaggio avendo già prenotato quello dopo, concludo con il countdown al momento che mi separa dalla mia prossima destinazione che sarà… (rullo di tamburi…) IL DIVANO DEI MIEI, presso “Salotto addobbato”, Prato, Italia.
Tutto sommato, dopo un anno, una settimana da bamboccione me la merito.

-99Days -17Hours -19Minutes -48Seconds

Muori dentro al pensiero di perderti un solo post? Come darti torto...


Email
Nome
Cognome

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *